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VORREI MORIRE ANCHE STASERA SE DOVESSI PENSARE CHE NON È SERVITO A NIENTE
Il testo, scritto da Dario Fo, tratta il tema della Resistenza antifascista riportando le testimonianze dirette dei partigiani protagonisti della lotta. Sono tre storie diverse, raccontate in prima persona da Pirovano nei vari dialetti delle valli del Nord Italia, perfettamente comprensibili grazie alla ricchezza dei gesti e alla mobilità espressiva sottese ad ogni testimonianza orale.
Il titolo dell'opera è tratto da una poesia, composta in piena Resistenza italiana da Renata Viganò:
"Ma io vorrei morire anche stasera
e che voi tutti moriste
col viso nella paglia marcia
se dovessi un giorno pensare
che tutto questo fu fatto per niente”.
È rappresentata una Resistenza senza celebrazioni, di persone in carne ed ossa, con le loro paure, contraddizioni e speranze. Il tono della narrazione non è drammatico né lamentoso, ma alterna il pathos all'euforia, al sarcasmo, alla tenerezza e all'umorismo, a seconda delle situazioni.
La chiave dello spettacolo nella sua attualità sta nel riportare speranze e delusioni della guerra partigiana in Italia, alle aspettative di libertà presenti ancor oggi nella lotta delle popolazioni oppresse.
Dario Fo ha portato in scena questo lavoro per la prima ed unica volta nell'Ottobre del 1970 a Milano.
Mario Pirovano lo riprende a partire dal 2007: un testo profondo e lieve insieme viene riproposto all’attenzione di tutti noi che della Resistenza siamo figli, spesso dimentichi.
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