Mario Pirovano
Mistero Buffo


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LU SANTO JULLARE FRANÇESCO

Locandina de Lu Santo Jullare Françesco - Mario Pirovano

Testo di Dario Fo, ricostruito su tradizioni orali e fonte storiche, LO SANTO JULLARE FRANÇESCO, prende spunto dal fatto che fosse lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall'immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi “jullare di Dio”.

Ed è sempre Fo che ricorda: “Sappiamo da un gran numero di storici che il santo 'jullare' non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l'andamento del sermone; non ne seguiva i canoni, lo svolgimento e la catarsi morale a conclusione. Iniziava sempre con un ribaltone.” Sappiamo pure che cantava, recitava, si muoveva con tutto il corpo, braccia, gambe, piedi, suscitando divertimento e commozione fra i presenti.

Il 15 agosto 1222 Francesco si trovava a Bologna, dove era stato invitato a tenere un'orazione sul tema che stava più a cuore in quel momento ai Bolognesi: la guerra, che di nuovo era esplosa contro gli Imolesi con il suo seguito di crudeltà, stragi e distruzione. Francesco sceglie di rivolgersi ai presenti con una “concione giullaresca”, una predica basata sull'ironia, che fa ricorso al particolare linguaggio dei giullari fatto di lombardo, siciliano, umbro e napoletano, inframmezzato da vocaboli latini, spagnoli e provenzali comprensibile in ogni dove.

Mario Pirovano rappresenta il testo con passione, arte e adesione facendoci divenire parte di quella folla di 5000 persone che, nel bel mezzo della piazza del Comune di Bologna, ebbero la fortuna di assistere alla straordinaria, ironica e sempre viva provocazione di Francesco.

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