




Paolo Chiarchi
Foto: Annalisa Guidetti - Giovanni Ricci.

Da sinistra: Daniela Piperno, Paolo Ciarchi,
Lucia Vasini.
Foto: Annalisa Guidetti - Giovanni Ricci.
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Paolo Ciarchi
Musicista-rumorista milanese, nel 1960 inizia la propria carriera in locali in bilico tra cabaret e avanspettacolo, come il Franco Nebbia Club, assieme a Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Bruno Lauzi e molti altri.
Suona la chitarra nei primi recital di Enzo Jannacci con la regia di Dario Fo, che ai tempi suscitarono interessi e polemiche.
Dal 1964 inizia a collaborare con il Nuovo Canzoniere Italiano, sia prendendo parte a numerosi spettacoli come Bella Ciao (regia di Crivelli), Ci ragiono e canto (regia di Fo) e Pietà l'è morta, sia partecipando alle registrazioni di numerosi dischi pubblicati con l'etichetta storica del folk revival italiano e internazionale i Dischi del Sole.
Accompagna molti cantanti di quella scena musicale tra cui Ivan Della Mea, Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli.
Nel 1968 fonda alcuni collettivi di teatro insieme a Dario Fo: prima Nuova Scena, poi La Comune.
Negli anni ‘70 collabora con musicisti quali Paolino Della Porta, Riccardo Luppi, Riccardo Fassi e Attilio Zanchi con i quali partecipa assieme agli Area e Il Volo alla tournée di Re Nudo.
Concepisce poi alcuni progetti di sonorizzazioni di sequenze di film muti e non, presentati alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1981 dove porta spezzoni di film famosi ai quali ha tolto il sonoro originale per sostituirlo con musica dal vivo, eseguita e improvvisata da lui e dai suoi musicisti, dando una lettura diversa delle immagini a seconda della musica che le accompagna.
La collaborazione con molti teatri milanesi dura ormai da molti anni, avendo curato le musiche e i suoni di numerosi spettacoli tra cui Andersen (regia di Tino Schirinzi), Il barone di Munchausen (regia di Giancarlo Sbragia), Babar il piccolo elefante, eseguito alla Scala e Medea (regia di Anna Nogara), solo per citarne alcuni.
Ciarchi non è solo musicista per il teatro, ma soggetto teatrale tout court, sicché è una logica conseguente allestire delle messe in scena che partono dal pretesto del seminario-spettacolo: Microconferenza di musicologia applicata e il Corso sull'uso della vocalità, il canto e la musicalità nella recitazione diventano spunti per dei veri e propri recital fatti di esuberanza verbale ed eclettismo musicale.
Tra le ultime partecipazioni teatrali sono da ricordare Io l'erede di Eduardo De Filippo e Re Lear, per il Franco Parenti di Milano, oltre a l’Eneide con Massimo Popolizio, presentato all’Estate Romana 2004, per cui ha creato e suonato dal vivo la musica per i 12 canti, andati in scena uno per sera e a Parti femminili (2006) di cui cura la regia e la musica dal vivo in scena (da un testo di Franca Rame interpretato da Paolo Ciarchi, Daniela Piperno e Lucia Vasini).
Paolo Ciarchi è un musicista che lavora in teatro da più di trent’anni e forse anche da questa lunga esperienza discende la sua disposizione vulcanica e incontenibile all’affabulazione, che riesce ad abbracciare con estrema disinvoltura temi quali le medicine alternative, l’Oriente, il teorema di Pitagora, i cellulari, la televisione e...
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